La sentenza numero 235/23 del Consiglio Nazionale Forense, presieduta dall’Avv. Patrizia Corona e con relatore l’Avv. Demetrio Rivellino, riguarda un procedimento disciplinare nei confronti di un avvocato del Foro di Milano. L’avvocato è stato accusato di aver utilizzato impropriamente il titolo di “avvocato” nonostante fosse solo un “avvocato stabilito”. Gli addebiti disciplinari includevano la violazione degli articoli 35 comma 3 e 36 comma 1 del Codice Deontologico Forense, per aver utilizzato inappropriatamente il titolo italiano di “avv.” o “avv.S.”, confondendo il pubblico. Il Consiglio Distrettuale di Disciplina di Milano aveva inizialmente irrogato una sospensione di due mesi dall’esercizio della professione. Tuttavia, il Consiglio Nazionale Forense ha giudicato il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione del ricorrente, in quanto non aveva la qualifica adeguata per rappresentarsi autonomamente al momento del deposito del ricorso. Così, la sanzione originaria non è stata modificata.