La sentenza numero 296/23 del Consiglio Nazionale Forense, con Presidente f.f. Avv. Patrizia Corona e Relatore Avv. Francesco Favi, riguarda il procedimento disciplinare avviato nei confronti di un avvocato del Foro di Savona per violazione dei doveri di probità, dignità, correttezza e diligenza professionale. L’avvocato è stato accusato di aver addebitato a un ex cliente un compenso non dovuto per attività professionali non svolte, ovvero per una fase esecutiva del procedimento non ancora avviata. Questo comportamento è stato ritenuto deontologicamente censurabile.
Il Consiglio di Disciplina della Liguria (CDD) ha inizialmente comminato all’avvocato la sanzione dell’avvertimento. L’accusato ha presentato ricorso sostenendo l’insussistenza dell’illecito disciplinare e l’eccessività della sanzione, chiedendo la riduzione della sanzione a un richiamo verbale.
Il CNF ha rigettato il ricorso, confermando la decisione del CDD. La sentenza sottolinea che, secondo la normativa vigente, i compensi per attività non ancora espletate non possono essere richiesti nel precetto e che la sanzione dell’avvertimento era già la più attenuata disponibile.