**Abstract per parole chiave:**
– COA di provenienza: Firenze
– Oggetto del contendere: Procedimento disciplinare per richiesta di compensi e gestione irregolare degli acconti
– Esito: Riduzione della sanzione da censura ad avvertimento
**Riassunto della sentenza:**
– **Numero Sentenza:** 63/25
– **Presidente:** Avv. Patrizia Corona, Presidente f.f.
– **Relatore:** Avv. Francesco Favi
La sentenza riguarda un procedimento disciplinare a carico dell’Avv. [RICORRENTE] del Foro di Firenze, a seguito di un ricorso presentato contro la decisione del Consiglio Distrettuale di Disciplina di Firenze che aveva inflitto la sanzione della censura. L’accusa principale comprendeva la richiesta di importi superiori a quelli preventivati alla cliente Sig.ra [AAA], senza tenere conto degli acconti di € 7.900 già versati e documentati, e senza emettere adeguata fatturazione per le somme incassate, violando diversi articoli del Codice Deontologico Forense. Inoltre, l’avvocato non aveva comunicato alla cliente la possibilità di accedere al gratuito patrocinio. A causa di tali violazioni, la CDD di Firenze aveva documentato gli illeciti e inflitto la sanzione della censura, considerata equa alla luce del comportamento e dell’assenza di precedenti disciplinari.
La ricorrente ha contestato il procedimento, sostenendo l’insussistenza degli illeciti e chiedendo il proscioglimento o, in subordine, la riduzione della sanzione da censura ad avvertimento. Il Consiglio Nazionale Forense ha esaminato i motivi del ricorso, ritenendo non fondati quelli relativi all’insussistenza dell’illecito e alle violazioni fiscali. Tuttavia, ha accolto parzialmente il ricorso per quanto concerne la sproporzione della sanzione, ritenendo più consona la sanzione dell’avvertimento a fronte delle circostanze presentate.