Il Parlamento europeo ha appena approvato il testo del Regolamento sull’intelligenza artificiale (in calce e qui il testo).
A differenza delle Direttive UE (che necessitano di essere adottate dagli Stati membri mediante provvedimenti nazionali di attuazione) e delle Decisioni UE (che riguardano specifici destinatari), i Regolamenti UE si applicano immediatamente senza necessità di ulteriori atti interni e sono efficaci nei confronti sia degli Stati che degli individui.
Pertanto, una volta che il testo dell’AI ACT, appena licenziato dal Parlamento, sarà definitivamente approvato anche dal Consiglio europeo, entrerà in vigore dopo venti giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE, ma -come già avvenuto per il GDPR- inizierà ad applicarsi dopo 24 mesi, salvo eccezioni (i divieti relativi a pratiche vietate si applicheranno già dopo 6 mesi; i codici di buone pratiche si applicheranno già dopo 9 mesi; gli obblighi per i sistemi ad alto rischio si applicheranno dopo 36 mesi).
L’obiettivo dichiarato dell’AI ACT (cfr. I Considerando nonché il Dibattito in plenaria) è quello di proteggere i diritti fondamentali, la democrazia, lo Stato di diritto e la sostenibilità ambientale dai sistemi di IA ad alto rischio, promuovendo nel contempo l’innovazione e assicurando all’Europa un ruolo guida nel settore.
A tal fine, le nuove norme limitano, tra le altre cose, la categorizzazione biometrica e il riconoscimento facciale degli individui nonché le pratiche di polizia predittiva, con l’introduzione di particolari obblighi per sistemi di IA ad alto rischio (che potrebbero arrecare danni significativi alla salute, alla sicurezza, ai diritti fondamentali, all’ambiente, alla democrazia e allo Stato di diritto) in settori sensibili come sanità, istruzione, giustizia e processi democratici (come nel caso di sistemi di AI che fossero usati per influenzare le elezioni).