1. La presente legge, nel rispetto dei principi costituzionali, della normativa comunitaria e dei trattati internazionali, disciplina la professione di avvocato1.
  2. L’ordinamento forense, stante la specificità della funzione difensiva e in considerazione della primaria rilevanza giuridica e sociale2 dei diritti alla cui tutela essa è preposta:
    a) regolamenta l’organizzazione e l’esercizio della professione di avvocato3 e, nell’interesse pubblico, assicura la idoneità professionale degli iscritti onde garantire la tutela degli interessi individuali e collettivi sui quali essa incide;
    b) garantisce l’indipendenza4 e l’autonomia5 degli avvocati, indispensabili condizioni dell’effettività della difesa e della tutela dei diritti;
    c) tutela l’affidamento della collettività e della clientela, prescrivendo l’obbligo della correttezza6 dei comportamenti e la cura della qualità ed efficacia della prestazione professionale;
    d) favorisce l’ingresso alla professione di avvocato7 e l’accesso alla stessa, in particolare alle giovani generazioni, con criteri di valorizzazione del merito.
  3. All’attuazione della presente legge si provvede mediante regolamenti adottati con decreto del Ministro della giustizia, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro due anni dalla data della sua entrata in vigore, previo parere del Consiglio nazionale forense (CNF) e, per le sole materie di interesse di questa, della Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense. Il CNF esprime i suddetti pareri entro novanta giorni dalla richiesta, sentiti i consigli dell’ordine territoriali e le associazioni forensi che siano costituite da almeno cinque anni e che siano state individuate come maggiormente rappresentative dal CNF. Gli schemi dei regolamenti sono trasmessi alle Camere, ciascuno corredato di relazione tecnica, che evidenzi gli effetti delle disposizioni recate, e dei pareri di cui al primo periodo, ove gli stessi risultino essere stati tempestivamente comunicati, perchè su di essi sia espresso, nel termine di sessanta giorni dalla richiesta, il parere delle Commissioni parlamentari competenti.
  4. Decorsi i termini per l’espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari, i regolamenti possono essere comunque adottati.
  5. Dall’attuazione dei regolamenti di cui al comma 3 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
  6. Entro quattro anni dalla data di entrata in vigore dell’ultimo dei regolamenti di cui al comma 3 possono essere adottate, con la medesima procedura di cui ai commi 3 e 4, le necessarie disposizioni integrative e correttive.

Normativa correlata:

Note:

  1. Professione di avvocato ↩︎
  2. Funzione sociale dell’avvocato ↩︎
  3. Professione di avvocato ↩︎
  4. Indipendenza dell’avvocato ↩︎
  5. Autonomia dell’avvocato ↩︎
  6. Correttezza dell’avvocato ↩︎
  7. Professione di avvocato ↩︎

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