Titolo I – Principi generali (artt. 1 – 22)

1. La violazione dei doveri e delle regole di condotta di cui ai precedenti articoli e comunque le infrazioni ai doveri e alle regole di condotta imposti dalla legge o dalla deontologia costituiscono illeciti disciplinari ai sensi dell’art. 51, comma 1, della legge 31 dicembre 2012, n. 247.

2. Tali violazioni, ove riconducibili alle ipotesi tipizzate ai titoli II, III, IV, V e VI del presente codice, comportano l’applicazione delle sanzioni ivi espressamente previste; ove non riconducibili a tali ipotesi comportano l’applicazione delle sanzioni disciplinari di cui agli articoli 52 lettera c) e 53 della legge 31 dicembre 2012, n. 247, da individuarsi e da determinarsi, quanto alla loro entità, sulla base dei criteri di cui agli articoli 21 e 22 di questo codice.

Articolo così modificato con delibera CNF del 23 febbraio 2018 (in G.U. 13 aprile 2018, n. 86), che ha aggiunto il comma 2 e riformulato il comma 1, il quale prima recitava: «La violazione dei doveri di cui ai precedenti articoli costituisce illecito disciplinare perseguibile nelle ipotesi previste nei titoli II, III, IV, V, VI di questo codice.». Le modifiche sono entrate in vigore il 12 giugno 2018.

Normativa correlata:

Normativa previgente:

Commento

La norma in esame è, quantomeno in parte, meramente riproduttiva dell’art. 4 cdf, al cui commento pertanto si rinvia, limitandoci qui a rilevare che essa ribadisce, al comma 1, le fonti della responsabilità disciplinare (che individua nella violazione della legge e di una norma deontologica) e, al comma 2, il principio di tipicità soltanto tendenziale dell’illecito deontologico (cfr. art. 3, co. 3, L. n. 247/2012), all’uopo chiarendone però il trattamento sanzionatorio, a seconda che si tratti o meno di fattispecie espressamente previste dal codice: nel primo caso, la sanzione applicabile è quella indicata dalla norma deontologica incriminatrice, mentre negli altri casi la sanzione disciplinare, da scegliersi comunque tra una di quelle tipizzate dall’Ordinamento professionale (artt. 52 e 53 L. n. 247/2012) e dallo stesso codice in via generale (art. 22 cdf), è determinata secondo gli ordinari criteri di valutazione deontologica della condotta (art. 21 cdf), avendo riguardo “ai principi generali ed al tipo di sanzione applicabile in ipotesi che presentino, seppur parzialmente, analogie con il caso specifico”1.

Note.

1CNF n. 168/2021, CNF n. 47/2020, CNF n. 171/2019, CNF n. 110/2019, CNF n. 87/2019, CNF n. 83/2019, CNF n. 79/2019, CNF n. 69/2019, CNF n. 60/2019, CNF n. 180/2016, CNF n. 185/2015, CNF n. 137/2015, CNF n. 112/2015.

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