Valuta questo contenuto

In via generale, l’uso delle credenziali della cliente per inviare un’email “in sua presenza e con il suo consenso” non integra, di per sé, un illecito disciplinare. Diviene però problematico (e potenzialmente sanzionabile) se la modalità concreta di invio viola specifici doveri deontologici. In particolare:

  • Dovere di verità e trasparenza (art. 50 CDF): è doveroso evitare qualunque forma di “impersonificazione” idonea a indurre il destinatario a ritenere che stia scrivendo personalmente la cliente quando, in realtà, scrive l’avvocato. Il CNF ribadisce che il dovere di verità e lealtà prevale sul mandato: se una comunicazione può risultare ingannevole, l’avvocato deve scegliere la via trasparente (anche rinunciando al mandato se necessario). CNF, sent. n. 445/2024 (pubblicata il 25 giugno 2025) e n. 83/2025 (pubblicata l’11 settembre 2025). Le sentenze sono consultabili sulla banca dati CNF. (codicedeontologico-cnf.it)
  • Rapporti con la controparte assistita (art. 41 CDF): se l’email era indirizzata direttamente alla controparte che sapevi assistita da altro legale, il contatto diretto è vietato, salvo le tassative eccezioni (messa in mora, evitare prescrizioni/decadenze, richiesta di comportamenti determinati) e, comunque, con copia per conoscenza al collega. In giurisprudenza CNF è illecito avere contatti diretti o ricevere la controparte senza il consenso del suo difensore. CNF, sent. n. 242/2025; CNF, sent. n. 164/2021. (codicedeontologico-cnf.it)
  • Segretezza e riservatezza (art. 13 CDF): la gestione di credenziali personali della cliente impone cautele massime; pur non essendovi un divieto espresso di “accedere” all’account con consenso, l’avvocato resta tenuto al segreto e al riserbo su tutte le informazioni apprese in dipendenza del mandato e a trattare i dati in modo conforme e proporzionato alle finalità difensive. CNF, sent. n. 93/2025 (dovere di segretezza e riservatezza). (codicedeontologico-cnf.it)

Buone prassi (per stare al riparo da profili disciplinari):

  • evitare l’uso delle password del cliente;
  • inviare la comunicazione dal proprio indirizzo, indicando chiaramente “sono l’avv. … per conto della Sig.ra …”, oppure far inviare l’email direttamente alla cliente su tua bozza;
  • se il destinatario è la controparte assistita, rispettare l’art. 41 CDF (eccezioni tassative e copia al collega). (codicedeontologico-cnf.it)

Se mi dici a chi era indirizzata l’email (controparte, controparte assistita da legale, terzi, pubblico ufficiale) e come l’hai sottoscritta (a nome tuo o “in prima persona” come la cliente), posso dirti con maggior precisione se ci sono profili di rischio ai sensi degli artt. 41 e 50 CDF.

Nota: le sentenze citate sono reperibili integralmente nella banca dati ufficiale del CNF all’indirizzo https://codicedeontologico-cnf.it.