Sì. Risposte in sintesi con i riferimenti:
- Legittimazione e “costituzione” del COA: quando l’incolpato impugna al CNF una decisione del CDD (anche di censura), il COA di appartenenza è parte legittimata nel giudizio di gravame e può costituirsi per resistere. La giurisprudenza del CNF ha chiarito che, nel giudizio disciplinare avanti al CNF, non vi sono termini decadenziali per la costituzione delle parti: il COA può costituirsi fino al momento della discussione. Riferimenti: art. 61, comma 1, L. 31 dicembre 2012, n. 247; CNF, sent. 14 aprile 2025, n. 104; conforme CNF, sent. 23 marzo 2016, n. 52. (brocardi.it)
- Notifiche del ricorso: la legge prevede la notifica del ricorso al Pubblico Ministero e al Procuratore Generale presso la Corte d’Appello (art. 61, comma 2, L. 247/2012); non è espressamente prevista la notifica al COA, ma ciò non preclude la sua costituzione nel giudizio di appello. Riferimenti: art. 61, comma 2, L. 247/2012; CNF, massime su art. 61 (rilievo della lacuna). (brocardi.it)
- Spese di giudizio: nel segmento giurisdizionale del procedimento disciplinare si applica il principio della soccombenza ex art. 91 c.p.c.; pertanto, se il COA si costituisce e risulta soccombente, il CNF può condannarlo alle spese (resta ferma la possibilità di compensazione ex art. 92 c.p.c.). Eccezione: il Pubblico Ministero non può essere condannato alle spese (Cass. SS.UU. 19675/2016). Riferimenti: Cass. SS.UU., sent. 6 luglio 2023, n. 19137; CNF, sent. 16 luglio 2015, n. 97; Cass. SS.UU., sent. 3 ottobre 2016, n. 19675. (codicedeontologico-cnf.it)
Le sentenze e i pareri per esteso sono reperibili nella banca dati del CNF all’indirizzo https://codicedeontologico-cnf.it