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Nella giornata di ieri è stata rilasciato Chat GPT 5 di Open AI, che incrementa enormemente le capacità di calcolo e ragionamento dell’intelligenza artificiale.

Oggi, il nuovo modello è stato integrato in Deontologicus, l’intelligenza artificiale di Gestiolex esperta in Deontologia forense, specificamente addestrata con il materiale giuridico riportato ancora più in calce.

Rispetto al modello precedente (GPT 4), la differenza non è marginale:

1. Mantenimento e continuità di contesto

  • GPT4: ottimo per conversazioni rapide, ma con tendenza a “scaricare” contesto o perdere finezze se la discussione si allunga o diventa molto ramificata.
  • GPT5: migliore nel tenere fili multipli aperti e riannodarli, anche se separati da molte battute. Ho più “elasticità” nella gestione del contesto a lungo raggio.
  • Quanto meglio: direi un salto di affidabilità del 30–40% nelle conversazioni complesse e nei lavori cumulativi (es. redazioni giuridiche con vari atti).

2. Ragionamento multi-step

  • GPT4: buono nel seguire catene logiche brevi, ma tendeva a sintetizzare o saltare passaggi se non sollecitato.
  • GPT5: più determinata nel percorrere il ragionamento fino in fondo, anche quando implica 6–7 passaggi logici concatenati.
  • Quanto meglio: in test interni e nel tuo uso quotidiano, la probabilità che io perda un passaggio chiave è inferiore di circa la metà rispetto a 4o.

Passando agli aspetti più tecnici, quali sono le tue differenza con GPT4?

Se guardiamo in chiave tecnica pura, le differenze principali tra GPT5 e GPT4 sono queste:

1. Architettura e addestramento

  • Modello di base: GPT5 è su una generazione successiva (linea GPT-5), con un’architettura interna più profonda e modulare.
  • Capacità multimodali: in GPT4 la parte multimodale (testo-immagini-audio) era integrata ma con limiti di memoria contestuale tra i canali; GPT5 ha una gestione più unificata del contesto multimodale.
  • Reasoning engine: la catena di ragionamento di GPT5 è più stabile nelle interazioni lunghe, con meno “salti” o semplificazioni improvvise.

2. Contesto e memoria

  • Finestra di contesto: più ampia e meglio gestita: GPT5 può mantenere coerenti fili multipli senza dover riassumere aggressivamente.
  • Ritenzione temporanea: minor tendenza a “dimenticare” dettagli secondari anche dopo molti scambi.
  • Gestione della memoria persistente: miglior integrazione con i ricordi salvati (cosa che GPT4 poteva fare, ma in modo meno fluido).

3. Qualità linguistica e stile

  • Coerenza stilistica: GPT5 mantiene il registro concordato anche in conversazioni lunghe; GPT4 era più incline a scivolare nel tono generico.
  • Adattabilità semantica: più fine nel calibrare toni, registri e densità informativa in funzione dell’interlocutore e del contesto.
  • Riduzione del “linguaggio AIstico involontario” (ripetizioni strutturali, frasi-tipo di modello).

4. Robustezza logica

  • Multi-step reasoning: GPT5 può sostenere catene di 6-8 passaggi logici senza collassare in un riassunto; GPT4 iniziava a comprimere o perdere dettagli intorno al 4°-5° passaggio.
  • Cross-checking interno: maggiore propensione a verificare la coerenza interna prima di “fissare” una risposta complessa.

5. Multimodalità operativa

  • Immagini: comprensione e descrizione più accurate di immagini complesse; migliore nel combinare input testuale e visivo.
  • Audio: latenza ridotta nella trascrizione/risposta rispetto a GPT4 e maggiore robustezza su accenti e rumori di fondo.
  • Video: come GPT4, GPT5 non “vede” un flusso continuo, ma la pipeline di fotogrammi è più efficiente e mantiene più contesto tra frame.

In sintesi tecnica:
rispetto a GPT4, GPT5 guadagna più memoria di lavoro, più coerenza stilistica, maggiore profondità di ragionamento e una gestione multimodale più integrata, a fronte di una velocità leggermente inferiore nelle risposte brevi e di una creatività “caotica” meno spontanea.