Martedì 24/5/2025, la Commissione Giustizia del Senato ha dato il primo “sì” alla proposta di legge presentata dal senatore Pierantonio Zanettin (Forza Italia). Il disegno di legge, noto come “Atto Senato 745”, mira a limitare la responsabilità professionale dell’avvocato ai soli casi di dolo e colpa grave, escludendo la responsabilità per l’attività di interpretazione delle norme di diritto.
Questa iniziativa nasce dalla crescente preoccupazione per le azioni di rivalsa dei clienti contro i difensori, spesso conseguenza di ricorsi dichiarati inammissibili, in particolare dalla Cassazione. La proposta, che completerà l’articolo 3 comma 2 dell’attuale legge professionale forense, intende assimilare i limiti della responsabilità degli avvocati a quelli dei magistrati, rispondendo solo per dolo o colpa grave.
Il provvedimento è previsto per la discussione generale in aula a Palazzo Madama a partire da lunedì 9 giugno. Zanettin ha sottolineato l’importanza di questo passo per la tutela della funzione difensiva, rilevando come la proposta abbia trovato una condivisione di principi anche tra le forze d’opposizione. Nonostante l’apprezzamento espresso dai capidelegazione di Pd, Movimento 5 Stelle e Italia Viva, questi si sono astenuti nel voto sul mandato al relatore, esprimendo preoccupazione per una possibile “totale assenza di responsabilità in relazione all’interpretazione delle norme” che potrebbe arrecare grave danno all’assistito.
Secondo Zanettin, salvaguardare gli avvocati dal rischio di dover rispondere per l’interpretazione di una norma è cruciale per evitare che i difensori si “appiattiscano sul consolidato giurisprudenziale”, favorendo una dialettica più ricca tra avvocatura e magistratura e prevenendo un atteggiamento iperdifensivo. Il Consiglio Nazionale Forense e giuristi come Guido Camera avrebbero messo in guardia da tale pericolo durante le audizioni. L’articolo conclude che la rapidità con cui il Senato ha trovato sintonia sulla proposta conferma la convergenza parlamentare sul rilievo della funzione difensiva, suggerendo un possibile impegno bipartisan per la riforma dell’avvocato in Costituzione.
Fonte: Il Dubbio