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La pretesa punitiva dell’Ordine forense (art. 24 co. 2 L. n. 247/2012) in relazione agli illeciti disciplinari commessi dai propri iscritti, sebbene di natura pubblicistica, resta soggetta a prescrizione, la quale assicura il rispetto dell’esigenza che il tempo dell’irrogabilità della sanzione non venga protratto in modo indefinito (Cass. n. 22463/2023, CNF n. 17480/2023).
Tuttavia, a differenza della prescrizione prevista dal codice penale, che è causa di estinzione del reato, nell’ordinamento professionale la prescrizione non estingue la violazione deontologica, bensì estingue l’azione disciplinare (Cass. n. 27284/2024, Cass. n. 26999/2024, Cass. n. 14957/2023, CNF n. 239/2017).
Conseguentemente, l’intervenuta prescrizione relativa ad un illecito deontologico impedisce sì che questo assurga a vero e proprio precedente disciplinare, ma non esclude comunque la valutazione complessiva di quel comportamento ex art. 21 cdf ai fini della quantificazione della sanzione relativa ad un ulteriore e diverso illecito imputabile al medesimo incolpato (CNF n. 191/2020, Cass. n. 29878/2018, CNF n. 74/2017).

Ciò premesso, come pure ribadito dalla giurisprudenza domestica e di Legittimità (Cass. n. 24268/2024, CNF n. 283/2024, CNF n. 187/2024, CNF n. 109/2024, CNF n. 77/2024, CNF n. 38/2024, CNF n. 34/2024, CNF n. 2/2024, Cass. n. 22464/2023, Cass. n. 22463/2023, Cass. n. 17496/2023, Cass. n. 10085/2023, CNF n. 333/2023, CNF n. 164/2023, CNF n. 158/2023, CNF n. 156/2023, CNF n. 155/2023, CNF n. 148/2023, CNF n. 136/2023, CNF n. 125/2023, CNF n. 121/2023, CNF n. 119/2023, CNF n. 116/2023, CNF n. 111/2023, CNF n. 56/2023, CNF n. 49/2023, CNF n. 31/2023, CNF n. 28/2023, CNF n. 14/2023, CNF n. 278/2022, CNF n. 277/2022, CNF n. 274/2022, CNF n. 270/2022, CNF n. 268/2022, CNF n. 249/2022, CNF n. 247/2022, CNF n. 243/2022, CNF n. 238/2022, CNF n. 229/2022, Cass. n. 23746/2020):
a) l’azione disciplinare si prescrive nel termine di sei anni (art. 56 co. 1 L. n. 247/2012);
b) il termine della prescrizione è interrotto: 1) dalla comunicazione all’iscritto della notizia dell’illecito; 2) dalla notifica della decisione del CDD; 3) dalla notifica della sentenza del CNF (art. 56 co. 3 L. n. 247/2012);
c) l’interruzione della prescrizione fa decorrere un nuovo termine di cinque anni (art. 56 co. 3 L. n. 247/2012);
d)  se gli atti interruttivi sono più di uno, la prescrizione decorre dall’ultimo di essi, ma in nessun caso il termine prescrizionale complessivo può essere superiore a sette anni e sei mesi, scomputato il tempo delle eventuali sospensioni (art. 56 co. 3 L. n. 247/2012).

Con particolar riferimento alla questione sub a), il dies a quo prescrizionale varia a seconda che l’illecito deontologico sia istantaneo (ovvero se la lesione avviene, si consuma e diviene irreparabile già con la commissione del fatto dannoso) o permanente (ovvero se il pregiudizio al valore protetto cessa col venir meno della condotta): nel primo caso, la prescrizione decorre dalla commissione del fatto, mentre nel secondo caso dalla cessazione della sua permanenza (CNF n. 235/2024, CNF n. 127/2024, CNF n. 208/2023, CNF n. 197/2023, CNF n. 272/2022, CNF n. 250/2022, CNF n. 199/2022, CNF n. 134/2022, CNF n. 113/2022, CNF n. 205/2021, CNF n. 197/2021, CNF n. 196/2021, CNF n. 177/2021, CNF n. 165/2021, CNF n. 131/2021, CNF n. 117/2021, CNF n. 81/2021, CNF n. 34/2021, Cass. n. 14233/2020, CNF n. 245/2020, CNF n. 242/2020, CNF n. 241/2020, CNF n. 228/2020, CNF n. 74/2020, CNF n. 51/2020, CNF n. 36/2020, CNF n. 203/2019, CNF n. 202/2019, CNF n. 197/2019, CNF n. 172/2019, CNF n. 132/2019, CNF n. 87/2019, CNF n. 45/2012).
In ogni caso, la natura permanente o istantanea dell’illecito è un accertamento di fatto del giudice di merito insindacabile in sede di Legittimità (Cass. n. 19972/2024, Cass. n. 33412/2023, Cass. n. 25440/2023, Cass. n. 23746/2020). Peraltro, in sede di impugnazione, il CNF non è vincolato alla qualificazione della natura permanente o istantanea dell’illecito disciplinare operata dal CDD (Cass. n. 14701/2025).
Per la precisione, nel caso di illecito permanente (omissivo, continuato) il dies a quo va individuato nel momento cui: 1) il professionista ponga fine all’omissione ovvero effettui il comportamento positivo dovuto, oppure 2) sollecitato in tal senso, opponga il rifiuto affermando l’asserita legittimità del proprio contegno, con la precisazione che tale diritto debba essere rivendicato espressamente nei confronti dell’altra parte contrattuale (cliente/parte assistita) e non nelle difese contro la pretesa punitiva dello Stato esercitata con il processo penale ovvero in sede disciplinare; 3) in ogni caso, al fine di evitare una irragionevole imprescrittibilità dell’illecito stesso, un “limite alternativo” alla sua permanenza deve essere individuato nella decisione disciplinare di primo grado (Cass. n. 14701/2025, CNF n. 364/2024, CNF n. 324/2024, CNF n. 283/2024, CNF n. 269/2024, CNF n. 38/2024, CNF n. 28/2024, Cass. n. 25440/2023, Cass. n. 22463/2023, Cass. n. 20650/2023, Cass. n. 10085/2023, CNF n. 133/2023, CNF n. 121/2023, CNF n. 116/2023, CNF n. 89/2023, CNF n. 2/2023, CNF n. 275/2022, CNF n. 268/2022, CNF n. 265/2022, CNF n. 255/2022).

Con particolar riferimento alla questione sub b), gli atti interruttivi della prescrizione disciplinare, a differenza di quanto avveniva nel regime previgente, sono ora tipizzati e tassativi (CNF n. 286/2024, CNF n. 326/2023, CNF n. 101/2023, CNF n. 98/2023, CNF n. 14/2023, CNF n. 141/2022).

Con particolar riferimento alla questione sub c), l’ordinario termine sessennale (art. 56 co. 1 L. n. 247/2012) NON si contrae fino a cinque allorché il primo atto interruttivo (comunicazione della notizia di illecito) intervenga entro l’anno dall’originario dies a quo (art. 56 co. 3 L. n. 247/2012), giacché l’istituto della interruzione ha notoriamente la funzione di prolungare il termine prescrizionale originario e non può pertanto abbreviarne la durata (da sei a cinque anni) sol perché il primo atto interruttivo intervenga nel primo anno, sicché in tale ipotesi l’atto interruttivo non modificherà l’originaria data della prescrizione (CNF n. 464/2024 e CNF n. 370/2024, che hanno motivatamente dissentito da CNF n. 271/2022, implicitamente avallata in sede di gravame da Cass. n. 22463/2023, secondo cui invece l’interruzione della prescrizione intervenuta entro l’anno ridurrebbe a 5 anni il nuovo termine di prescrizione).

Con particolar riferimento alla questione sub d), il regime attuale della prescrizione configura una fattispecie riconducibile ad un modello di matrice penalistica, laddove, al contrario, quella del regime precedente si rifaceva al modello civilistico (Cass. n. 27284/2024, Cass. n. 20867/2024, Cass. n. 19972/2024, CNF n. 470/2024, CNF n. 240/2024, CNF n. 215/2024, CNF n. 2/2024, Cass. n. 22464/2023, Cass. n. 22463/2023, Cass. n. 21351/2023, Cass. n. 10085/2023, CNF n. 343/2023, CNF n. 155/2023, CNF n. 13/2023, Cass. n. 32634/2022) sicché, a differenza del passato, in sede giurisdizionale non opera più l’effetto interruttivo permanente previsto per il giudizio civile dall’art. 2945 co. 2 cc, sicché il relativo termine decorre anche dinanzi al CNF e durante la pendenza dell’eventuale giudizio di legittimità, fino alla sua definizione (Cass. n. 10085/2023, Cass. n. 9034/2023, CNF n. 275/2022).

Inoltre, a causa della natura pubblicistica della materia e dell’interesse superindividuale dello Stato e della comunità intermedia quale è l’ordine professionale, la prescrizione dell’azione disciplinare nei confronti degli avvocati è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del processo, compreso quello di Cassazione qualora non comporti indagini fattuali che sarebbero precluse in sede di legittimità (Cass. n. 27284/2024, Cass. n. 26368/2024, Cass. n. 24268/2024, Cass. n. 22986/2024, Cass. n. 19972/2024, CNF n. 283/2024, CNF n. 282/2024, CNF n. 270/2024, CNF n. 187/2024, CNF n. 137/2024, CNF n. 109/2024, CNF n. 77/2024, CNF n. 38/2024, CNF n. 34/2024, CNF n. 2/2024, Cass. n. 17496/2023, Cass. n. 8558/2023, CNF n. 343/2023, CNF n. 341/2023, CNF n. 312/2023, CNF n. 306/2023, CNF n. 245/2023, CNF n. 208/2023, CNF n. 197/2023, CNF n. 164/2023, CNF n. 158/2023, CNF n. 156/2023, CNF n. 155/2023, CNF n. 148/2023, CNF n. 124/2023, CNF n. 119/2023, CNF n. 116/2023, CNF n. 111/2023, CNF n. 98/2023, CNF n. 56/2023, CNF n. 40/2023, CNF n. 31/2023, CNF n. 14/2023, CNF n. 13/2023, CNF n. 1/2023, Cass. n. 32634/2022, CNF n. 276/2022, CNF n. 274/2022, CNF n. 243/2022, CNF n. 229/2022, CNF n. 221/2022, CNF n. 215/2022, CNF n. 212/2022, CNF n. 160/2022, CNF n. 152/2022, CNF n. 135/2022, CNF n. 130/2022, CNF n. 129/2022, CNF n. 121/2022, CNF n. 106/2022, CNF n. 34/2022, CNF n. 265/2021, CNF n. 203/2021, CNF n. 202/2021, CNF n. 200/2021, CNF n. 100/2021, CNF n. 18/2021, Cass. n. 14233/2020, CNF n. 228/2020, CNF n. 217/2020, CNF n. 167/2020, CNF n. 141/2020, CNF n. 69/2020, CNF n. 148/2019, CNF n. 92/2019, CNF n. 56/2019, CNF n. 27/2019, CNF n. 5/2019, CNF n. 166/2018, CNF n. 162/2017, CNF n. 101/2016, CNF n. 267/2009, CNF n. 61/2005, Cass. n. 5038/2004, Cass. n. 9694/2002, Cass. n. 372/1999; Contra l’isolata e ormai superata Cass. n. 10162/2003, secondo cui invece “Nel giudizio disciplinare a carico di avvocato, l’eccezione di prescrizione dell’azione disciplinare non è proponibile, per la prima volta, in sede di legittimità, avverso la decisione del Consiglio nazionale forense, trattandosi di eccezione di merito che postula indagini di fatto”).
E, per gli stessi motivi, sono soggetti a rilievo d’ufficio anche gli effetti degli atti interruttivi (Cass. n. 372/1999).
Infine, proprio per tale sua caratteristica, l’omessa pronuncia da parte del CNF sull’eccezione di prescrizione sollevata dall’incolpato non determina, di per sé, l’invalidazione della sentenza impugnata, trattandosi di eccezione rilevabile anche in sede di legittimità, e, comunque, di omissione alla quale può e deve rimediarsi in quest’ultima sede processuale (Cass. n. 12447/2022).
Tuttavia, il principio secondo cui la prescrizione dell’azione disciplinare è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio va contemperato con la disciplina in tema di giudicato, pertanto:
1) se il CDD, nel condannare l’incolpato, abbia espressamente rigettato l’eccezione di prescrizione disciplinare e tale capo della decisione poi non sia stato fatto oggetto di impugnazione, resta definitivamente precluso al giudice del gravame il rilievo d’ufficio della stessa (CNF n. 125/2024);
2) se la sanzione disciplinare sia divenuta definitiva per inammissibilità della relativa impugnazione, l’irretrattabilità della sanzione rende non più utilmente spendibile né rilevabile d’ufficio la questione sulla prescrizione (Cass. n. 24279/2024).

Il regime più favorevole introdotto dall’art. 56 L. n. 247/2012 (che prevede un termine massimo di prescrizione dell’azione disciplinare di sette anni e sei mesi) non trova applicazione con riguardo agli illeciti commessi prima della sua entrata in vigore, giacché lo jus superveniens non si applica alla prescrizione dell’azione disciplinare, anche alla luce della giurisprudenza costituzionale e comunitaria, secondo cui il principio di retroattività della lex mitior concerne esclusivamente la fattispecie incriminatrice e la pena, non anche le norme sopravvenute che modifichino la disciplina della prescrizione (Cass. n. 26999/2024, Cass. n. 19972/2024, CNF n. 137/2024, CNF n. 112/2024, CNF n. 108/2024, Cass. n. 33412/2023, Cass. n. 30312/2023, Cass. n. 25940/2023, Cass. n. 22463/2023, Cass. n. 25440/2023, Cass. n. 20650/2023, Cass. n. 19200/2023, Cass. n. 17480/2023, CNF n. 260/2023, CNF n. 252/2023, CNF n. 55/2023, CNF n. 45/2023, CNF n. 3/2023, Cass. n. 28468/2022, Cass. n. 26991/2022, Cass. n. 26990/2022, CNF n. 276/2022, CNF n. 268/2022, CNF n. 267/2022, CNF n. 266/2022, CNF n. 257/2022, CNF n. 250/2022, CNF n. 240/2022, CNF n. 230/2022, CNF n. 195/2022, CNF n. 175/2022, CNF n. 158/2022, CNF n. 141/2022, CNF n. 99/2022, CNF n. 98/2022, CNF n. 87/2022, CNF n. 82/2022, CNF n. 55/2022, CNF n. 47/2022, CNF n. 32/2022, CNF n. 15/2022, CNF n. 6/2022, CNF n. 4/2022, Cass. n. 41988/2021, Cass. n. 37550/2021, Cass. n. 20383/2021, CNF n. 258/2021, CNF n. 256/2021, CNF n. 255/2021, CNF n. 219/2021, CNF n. 210/2021, CNF n. 205/2021, CNF n. 179/2021, CNF n. 176/2021).
Conseguentemente, il momento di riferimento per l’individuazione del regime della prescrizione applicabile rimane quello della commissione del fatto nel caso di illecito istantaneo, ovvero quello della cessazione della sua permanenza, avuto riguardo alla data di entrata in vigore della nuova disciplina (2 febbraio 2013), a nulla rilevando in proposito il momento della incolpazione (Cass. n. 27284/2024, Cass. n. 27284/2024, Cass. n. 19972/2024, Cass. n. 14957/2024, Cass. n. 10085/2024, CNF n. 328/2023, CNF n. 326/2023, CNF n. 124/2023, CNF n. 56/2023, CNF n. 40/2023, Cass. n. 23746/2020, Cass. n. 5596/2020).

Con particolar riferimento al rapporto con il processo penale:
1) il procedimento disciplinare deve fondarsi su autonome valutazioni (ex art. 54 co. 1 L. n. 247/2012) anche con riguardo alla decorrenza del termine di prescrizione dell’azione, con conseguente necessità, per l’organo disciplinare, di accertare in modo indipendente la data di commissione del fatto, che, in caso di illecito permanente, si identifica con quella di cessazione della permanenza (Cass. n. 24285/2024, Cass. n. 14957/2023, Cass. n. 1957/2023, Cass. n. 8946/2023, CNF n. 208/2023, CNF n. 197/2023, CNF n. 157/2023). Conseguentemente, l’appropriazione indebita, sebbene penalisticamente integri un reato istantaneo, in sede deontologica costituisce un illecito permanente (CNF n. 235/2024, CNF n. 38/2024, CNF n. 28/2024, CNF n. 244/2023, CNF n. 89/2023, CNF n. 49/2023, CNF n. 27/2023, Cass. n. 28468/2022, Cass. n. 23239/2022, Cass. n. 26991/2022, Cass. n. 11168/2021, CNF n. 240/2022, CNF n. 199/2022, CNF n. 104/2022, CNF n. 66/2022, CNF n. 255/2021, CNF n. 205/2021, CNF n. 165/2021, CNF n. 160/2021, CNF n. 131/2021, CNF n. 117/2021, CNF n. 91/2021, CNF n. 65/2021, CNF n. 242/2020, CNF n. 137/2020, CNF n. 51/2020); analogamente, la formazione e l’uso di un falso atto giudiziario, sebbene penalisticamente integrino un reato istantaneo, in sede deontologica costituiscono un illecito permanente (Cass. n. 27284/2024);
2) la sospensione del procedimento disciplinare per pregiudizialità penale sospende anche il decorso della prescrizione ex art. 54 co. 2 L. n. 247/2012, a prescindere dalla utilizzazione o meno degli atti del procedimento penale ai fini della decisione disciplinare (CNF n. 358/2024, CNF n. 121/2023);
3) nel caso di illeciti disciplinari costituenti anche reato, a differenza del previgente ordinamento (art. 51 R.D.L. n. 1578/1933), secondo cui la prescrizione decorreva dal giudicato penale, l’esistenza del procedimento penale non ha, di regola, alcuna influenza sul termine di prescrizione dell’azione disciplinare, salvo il caso in cui, per l’esistenza del procedimento penale, non venga espressamente disposta la sospensione, a tempo determinato e per un periodo non superiore complessivamente a due anni, del procedimento disciplinare stesso per (art. 54 co. 2 L. n. 247/2012), e salvo che non passi in giudicato una sentenza penale di condanna (art. 56 co. 2 L. n. 247/2012) (CNF n. 358/2024).
4) Il giudicato penale che abbia applicato la disciplina della continuazione, ex art. 81 cpv c.p., ravvisando il nesso del medesimo disegno criminoso tra i reati e, dunque, un unico reato continuato, non consente, ai fini della rilevanza deontologica delle condotte, di far decorrere il termine di prescrizione dalla data di consumazione di ogni singolo illecito (cfr. art. 158 c.p.), giacché in sede disciplinare le plurime ripetute violazioni di carattere omogeneo e continuato non possono considerarsi in modo atomistico e frazionato, con la conseguenza che la prescrizione non inizia a decorrere quando ancora sia in corso e perduri la specifica condotta illecita del professionista (CNF n. 240/2023, CNF n. 173/2022);

L’incolpato può rinunciare alla prescrizione disciplinare, purché prima che sia dichiarata dal giudice della deontologia, sicché non è possibile farla valere -in quanto tardiva- soltanto in sede di gravame avanti al CNF dopo che sia stata dichiarata dal CDD: all’esito di tale rinuncia, purché tempestivamente formulata, il giudice disciplinare può quindi pervenire ad una sentenza di assoluzione piena o di condanna (CNF n. 100/2023).

Infine, al procedimento disciplinare dinanzi al CDD si applica la sospensione della prescrizione prevista dall’art. 103 D.L. n. 18/2020 (conv. con L. n. 27/2020) per l’emergenza Covid (Cass. n. 28468/2022, contra CNF n. 271/2022).

Utilità

Software di ausilio per il calcolo della prescrizione disciplinare