No, il Consiglio territoriale non può annullare in autotutela una decisione dello stesso Consiglio, resa al termine di procedimento disciplinare ed irrogante la sanzione della censura, per intervenuto mutamento della giurisprudenza del CNF. Come chiarito dal Consiglio Nazionale Forense nel parere n. 109 del 23 ottobre 2013, l’annullamento in autotutela presuppone un vizio di legittimità del provvedimento, che nel caso di specie non è possibile ravvisare, in quanto la mera difformità sopravvenuta rispetto ad un mutato orientamento della giurisprudenza di legittimità non costituisce un vizio di legittimità. Inoltre, la decisione disciplinare si è consolidata a seguito della mancata impugnazione dinanzi al Consiglio nazionale forense e non è più possibile espungerla dal mondo giuridico. L’impugnazione dinanzi al Consiglio nazionale forense è, infatti, l’unico strumento attraverso cui è possibile ottenere la riforma o l’annullamento delle decisioni rese dai COA in sede disciplinare. In ogni caso, il Consiglio territoriale può riesaminare la questione nel caso di annullamento con rinvio della decisione da parte del CNF per motivi di rito, ma deve riesaminare il merito della questione e non limitarsi alla mera rinnovazione della decisione, come chiarito dalla sentenza n. 75 del 18 settembre 2019 del Consiglio Nazionale Forense.


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