In generale, il difensore d’ufficio ha l’obbligo di garantire una difesa adeguata e diligente per l’imputato, che include anche la valutazione dell’opportunità di impugnare una sentenza di condanna. Tuttavia, il difensore d’ufficio non ha un obbligo automatico di impugnare una sentenza: deve piuttosto valutare se esistono motivi fondati per proporre un’impugnazione e consultare il proprio assistito in merito a tale decisione.
La Corte di Cassazione ha spesso sottolineato che anche il difensore d’ufficio deve assicurare una difesa pari a quella di un avvocato di fiducia e che l’impugnazione deve essere basata su motivi che abbiano una ragionevole possibilità di successo (ad esempio, Cass. Sez. Unite, sentenza n. 12231 del 2008).
Dunque, il difensore d’ufficio ha il dovere professionale di esaminare il caso e di discutere con il proprio assistito la possibilità di ricorrere in appello, ma non vi è un obbligo tassativo di proporre appello se non vi sono fondamenti ragionevoli per farlo.