No, il giudice della deontologia non ha l’obbligo di disporre la riunione o la separazione dei procedimenti disciplinari a carico di uno stesso incolpato. La decisione di riunire o separare i procedimenti disciplinari è una scelta discrezionale del giudice, che valuta caso per caso in base alle circostanze specifiche. In particolare, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24896 del 6 novembre 2020, ha ribadito che la decisione di riunire o separare i procedimenti disciplinari è insindacabile in sede di legittimità, in quanto rientra nella discrezionalità del giudice della deontologia. Pertanto, il giudice non può essere censurato per la sua scelta di riunire o separare i procedimenti disciplinari. Tuttavia, è importante sottolineare che il giudice deve sempre garantire il rispetto del diritto di difesa dell’incolpato, indipendentemente dalla scelta di riunire o separare i procedimenti disciplinari. In caso di riunione dei procedimenti, il giudice deve assicurare che l’incolpato abbia la possibilità di difendersi su tutti i capi di imputazione contestati, mentre in caso di separazione dei procedimenti, deve evitare di creare una situazione di duplicazione di giudizio o di violazione del principio di economia processuale.


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