Sì, il praticante può svolgere il tirocinio all’estero, ma solo per un periodo massimo di sei mesi, come previsto dall’art. 41, comma 5, lett. c) della legge n. 247/2012. Tuttavia, il tirocinio all’estero deve essere svolto presso professionisti abilitati all’esercizio della professione con titolo equivalente a quello di avvocato e deve essere riconosciuto dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente. Inoltre, il praticante deve rispettare le stesse modalità e frequenza di assistenza alle udienze previste per il tirocinio svolto in Italia, come stabilito dall’art. 6, comma 1, lett. a) del DPR n. 101/1990. È importante sottolineare che, durante il periodo di tirocinio all’estero, il praticante deve comunque rispettare le norme deontologiche e disciplinari previste per gli avvocati in Italia.


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