La categoria dell’imputabilità penale non è direttamente applicabile al procedimento disciplinare forense. Il procedimento disciplinare degli avvocati è regolato da norme specifiche che si trovano nella Legge n. 247/2012 (Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense) e nel Codice Deontologico Forense (CDF). Queste norme disciplinano la condotta professionale degli avvocati e prevedono sanzioni per le violazioni deontologiche.

Tuttavia, alcuni principi generali del diritto penale, come quelli relativi alla responsabilità personale e alla necessità di una colpevolezza per l’irrogazione di una sanzione, possono trovare applicazione anche nel contesto disciplinare. Ad esempio, l’articolo 3 del Codice Deontologico Forense stabilisce che l’avvocato deve agire con lealtà, probità, dignità e decoro, e che le sanzioni disciplinari devono essere proporzionate alla gravità della violazione e alla colpevolezza dell’incolpato.

Inoltre, la giurisprudenza del Consiglio Nazionale Forense (CNF) ha più volte affermato l’autonomia del procedimento disciplinare rispetto a quello penale. Ad esempio, la sentenza del CNF n. 46 del 9 maggio 2022 ha ribadito che l’estinzione del reato per prescrizione nel procedimento penale è irrilevante ai fini della responsabilità disciplinare. Questo significa che anche se un avvocato viene assolto o il reato si estingue per prescrizione in sede penale, ciò non preclude l’eventuale accertamento di una responsabilità disciplinare per i medesimi fatti.

In sintesi, mentre alcuni principi generali del diritto penale possono influenzare il procedimento disciplinare forense, la categoria dell’imputabilità penale non è direttamente applicabile. Il procedimento disciplinare segue regole e principi propri, specificamente delineati dalla normativa professionale e dal Codice Deontologico Forense.

Riferimenti:

  • Legge n. 247/2012
  • Codice Deontologico Forense
  • Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 46 del 9 maggio 2022

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