La prescrizione dell’azione disciplinare è rilevabile d’ufficio, ovvero può essere sollevata dal giudice anche senza che l’incolpato la eccepisca come difesa. Questo principio è stato ribadito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 14233 del 8 luglio 2020, secondo cui la prescrizione dell’azione disciplinare è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio, a causa della natura pubblicistica della materia e dell’interesse superindividuale dello Stato e della comunità intermedia, quale l’ordine professionale. Inoltre, la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 49 del 2019, ha confermato che la prescrizione dell’azione disciplinare è un limite oggettivo all’esercizio del potere punitivo dell’ordine professionale, che deve essere rispettato anche d’ufficio dal giudice. Pertanto, il giudice del procedimento disciplinare ha l’obbligo di verificare d’ufficio la sussistenza della prescrizione dell’azione disciplinare, anche in assenza di eccezione da parte dell’incolpato. Se la prescrizione è stata raggiunta, il giudice deve dichiarare l’estinzione del procedimento disciplinare senza entrare nel merito delle contestazioni.


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