Sì, l’avvocato può impugnare in proprio il provvedimento di sospensione disciplinare del CDD. Infatti, il provvedimento di sospensione disciplinare irrogato dal CDD non è immediatamente esecutivo, quindi non priva l’incolpato di jus postulandi. L’avvocato può pertanto proporre ricorso in proprio al Consiglio Nazionale Forense (CNF), anche se non abilitato al patrocinio dinanzi alle Giurisdizioni superiori (art. 62 RD n. 37/1934). Questo è stato confermato dalla sentenza n. 3 del 9 febbraio 2023 del CNF, presieduto dal presidente f.f. Corona e relatore Di Maggio.


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