Sì, tutte le previsioni dell’ordinamento sulle incompatibilità con la professione forense si applicano anche agli avvocati “stranieri” stabiliti o integrati in Italia. Ciò significa che gli avvocati che esercitano la professione in Italia, indipendentemente dalla loro nazionalità, devono rispettare le stesse regole e gli stessi obblighi degli avvocati italiani. In particolare, le incompatibilità professionali previste dalla legge italiana, come ad esempio quelle relative alla partecipazione a società commerciali o alla carica di amministratore unico, si applicano anche agli avvocati “stranieri”. In caso di violazione di tali incompatibilità, l’avvocato può essere sanzionato disciplinarmente. In questi termini, Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Perfetti, rel. Pisano), sentenza del 10 marzo 2015, n. 12.


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