L’avvocato deve richiedere istruzioni scritte al cliente quando riceve somme a titolo di deposito fiduciario per garantire la trasparenza, la chiarezza e la tutela dei diritti del cliente. Questa richiesta di istruzioni scritte è prevista dal codice deontologico forense (art. 30, co. 4, cdf) ed è finalizzata a evitare situazioni ambigue, incomprensioni o possibili abusi nella gestione delle somme depositate.
Le istruzioni scritte del cliente consentono all’avvocato di avere una guida chiara su come gestire le somme ricevute, indicando ad esempio se devono essere utilizzate per pagamenti specifici o restituite in determinate circostanze. Questo garantisce che l’avvocato agisca in conformità alle volontà del cliente e che non utilizzi le somme in modo improprio o inconsapevole.
Inoltre, richiedere istruzioni scritte al cliente offre un elemento di prova documentale nel caso in cui si verifichino controversie o contestazioni sulla gestione delle somme depositate. Questo aiuta a evitare eventuali malintesi o interpretazioni divergenti tra l’avvocato e il cliente e contribuisce a una maggiore trasparenza e fiducia nel rapporto professionale.
In conclusione, le istruzioni scritte richieste dall’avvocato al cliente per la gestione delle somme depositate a titolo fiduciario sono un elemento fondamentale per garantire la corretta gestione delle somme e la tutela dei diritti del cliente.