Le sanzioni disciplinari applicabili agli avvocati sono previste dall’articolo 53 della legge n. 247/2012 e sono, in ordine crescente di gravità:

  1. Avvertimento: è una sanzione lieve che consiste nell’informare l’avvocato che la sua condotta non è stata conforme alle norme deontologiche, con invito a non ripetere l’infrazione.
  2. Censura: è un biasimo formale per comportamenti più gravi, ma per i quali si ritiene che l’avvocato non commetterà ulteriori infrazioni.
  3. Sospensione dall’esercizio professionale: esclusione temporanea dall’esercizio della professione per un periodo che può variare da due mesi a cinque anni, applicabile per infrazioni gravi.
  4. Radiazione dall’albo: è la sanzione più grave e consiste nell’esclusione definitiva dell’avvocato dall’albo professionale, rendendo impossibile l’esercizio della professione legale.

Queste sanzioni sono tassative e non è possibile applicare sanzioni diverse da quelle previste dalla legge. Inoltre, il procedimento disciplinare può concludersi con un richiamo verbale, che non ha natura di sanzione disciplinare.

Le sanzioni devono essere proporzionate alla gravità dell’infrazione commessa e possono essere aggravate in presenza di circostanze particolari, come previsto dall’articolo 54 della legge n. 247/2012.


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