…la responsabilità dell’avvocato della propria ex moglie ai sensi degli art. 50 e 52 CDF, perchè l’ha assistita nella predisposizione della querela contro lui, poi archiviata dal GIP. In particolare l’esponente si duole del fatto che l’avvocato avrebbe dovuto dissuadere la ex moglie dal proporre denuncia contro di lui per motivi infondati o falsi e lo ritiene responsabile di non essersi adoperato al fine di sopire il conflitto (la coppia ha figli minori), invece che alimentarlo.
Ecco una bozza di motivazione, sintetica e adattabile al caso concreto, per proporre all’adunanza plenaria l’archiviazione per manifesta infondatezza.
Intestazione Consiglio Distrettuale di Disciplina degli Avvocati di [Distretto] Proposta di archiviazione ex art. 58, L. 31 dicembre 2012, n. 247 e art. 19 Reg. CNF n. 2/2014
Ritenuto in fatto
- Con esposto, il sig. [Esponente] ha lamentato la responsabilità disciplinare dell’avv. [Incolpato], difensore dell’ex coniuge, per asserita violazione degli artt. 50 e 52 del Codice Deontologico Forense (CDF), avendola assistita nella predisposizione e presentazione di una denuncia–querela nei suoi confronti. La querela è stata successivamente archiviata dal G.I.P. di [sede].
- L’esponente ritiene che l’avvocato avrebbe dovuto dissuadere la cliente dal proporre una denuncia ritenuta “infondata o falsa” e che, in ogni caso, avrebbe dovuto adoperarsi per sopire, e non alimentare, il conflitto familiare, essendovi figli minori.
Considerato in diritto 1) Perimetro dell’addebito ex art. 50 CDF (dovere di verità)
- L’art. 50 CDF vieta all’avvocato di introdurre o utilizzare nel procedimento prove o documenti che sappia essere falsi e di rendere dichiarazioni false su fatti di diretta conoscenza; la violazione presuppone, dunque, la consapevolezza della falsità o la diretta mendaciosità della condotta processuale del difensore. Nel caso in esame non emergono elementi, neppure indiziari, atti a dimostrare che l’avvocato avesse la sicura conoscenza della falsità delle allegazioni poste a base della querela o che abbia introdotto/impiegato prove consapevolmente false. La successiva archiviazione del procedimento penale non integra, di per sé, prova della falsità delle accuse né, a maggior ragione, della consapevolezza della falsità da parte del difensore. La giurisprudenza deontologica ha chiarito che la mera redazione, su incarico del cliente, di un atto di denuncia-querela poi rivelatosi calunnioso non comporta automatica responsabilità del legale; occorre la prova che l’avvocato abbia agito in pieno concerto con l’assistito e con sicura conoscenza dell’innocenza dell’incolpato. Tale prova qui difetta. (ildiritto.it)
2) Inapplicabilità dell’art. 52 CDF (espressioni offensive o sconvenienti)
- Le doglianze dell’esponente non individuano espressioni offensive o sconvenienti utilizzate dal professionista negli scritti o nell’esercizio dell’attività professionale, ma censurano la scelta difensiva (assistenza nella proposizione della querela). L’art. 52 CDF circoscrive l’illecito all’uso di espressioni offensive/sconvenienti nello ius dicere e nell’attività professionale; in difetto di specifiche espressioni lesive, il precetto non è integrato. La giurisprudenza recente ha ribadito il carattere tipizzato dell’art. 52, richiedendo la verifica di frasi o toni concretamente eccedenti i limiti della dialettica difensiva. (officeadvice.net)
3) Sul dovere di contenere la conflittualità nelle controversie familiari con minori
- È principio affermato dal CNF che, nelle vicende familiari con minori, l’avvocato debba porre particolare attenzione a contenere la conflittualità; ciò non elide tuttavia il diritto di difesa della parte assistita, né impone al difensore di precludere, in assenza di chiari indizi di abuso o falsità, l’accesso agli strumenti di tutela offerti dall’ordinamento, inclusa la querela. Nel caso concreto non risultano iniziative strumentali o plurime volte ad aggravare la posizione dell’esponente, né condotte idonee a dimostrare che l’avvocato abbia scientemente alimentato il conflitto in violazione dei doveri deontologici; difettano, pertanto, i presupposti per sanzionare la sola scelta di assistere la cliente nella presentazione di un atto penalmente rilevante, poi archiviato. (codicedeontologico-cnf.it)
4) Conclusioni sulla manifesta infondatezza
- Alla luce degli atti, non risultano elementi idonei a sostenere l’accusa di violazione degli artt. 50 e 52 CDF. L’onere probatorio sulla consapevole falsità delle allegazioni (art. 50) non è stato assolto; manca qualsiasi specificazione di espressioni offensive (art. 52). Né può trarsi, dalla sola archiviazione penale, un disvalore disciplinare della condotta del difensore. Ricorrono, quindi, i presupposti per l’archiviazione per manifesta infondatezza, da deliberarsi con motivazione ai sensi dell’art. 58 L. 247/2012 e dell’art. 19 Reg. CNF n. 2/2014. (deontologicus.gestiolex.it)
Proposta Per tali motivi, il Consigliere Istruttore propone all’adunanza plenaria del CDD di deliberare l’archiviazione dell’esposto per manifesta infondatezza, ai sensi dell’art. 58, comma 1, L. n. 247/2012 e dell’art. 19 del Regolamento CNF n. 2/2014, non ravvisandosi violazioni degli artt. 50 e 52 CDF nella condotta dell’avv. [Incolpato]. (deontologicus.gestiolex.it)
Riferimenti normativi essenziali
- Art. 50 CDF (Doveri di verità). (mondodiritto.it)
- Art. 52 CDF (Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenienti). (mondodiritto.it)
- Art. 58, L. 31 dicembre 2012, n. 247; Art. 19 Reg. CNF n. 2/2014. (deontologicus.gestiolex.it)
Riferimenti giurisprudenziali CNF richiamati
- CNF, sentenza 29 novembre 2022, n. 230: la querela calunniosa del cliente non comporta automatica responsabilità del legale che l’abbia predisposta, salvo prova del pieno concerto e della sicura conoscenza dell’innocenza dell’incolpato. (codicedeontologico-cnf.it)
- CNF, sentenza 5 luglio 2024, n. 291: nei procedimenti familiari con minori l’avvocato deve contenere il conflitto, fermo il diritto di difesa della parte assistita. (codicedeontologico-cnf.it)
- CNF, sentenza 22 marzo 2025, n. 68: l’art. 52 CDF rileva per espressioni offensive/sconvenienti negli scritti o nell’attività professionale; va rispettato il requisito di tipicità della condotta. (codicedeontologico-cnf.it)
Nota finale Il testo integrale delle sentenze CNF è reperibile nella banca dati del CNF all’indirizzo https://codicedeontologico-cnf.it
Se desideri, posso adattare la bozza con i dati specifici del fascicolo (numero, sezione, nominativi, estremi del decreto di archiviazione del G.I.P., ecc.).