Sì, l’avvocato è comunque disciplinarmente responsabile per la produzione in giudizio di corrispondenza riservata, anche se l’errore sia stato commesso dalla segretaria di studio. Come precisato dalla sentenza del Consiglio Nazionale Forense n. 181 del 19 dicembre 2019, l’avvocato è personalmente responsabile per le condotte determinate dal suo incarico, anche se ascrivibili a suoi associati, collaboratori e sostituti, salvo che il fatto integri una loro esclusiva e autonoma responsabilità. In altre parole, l’avvocato è tenuto a vigilare sull’operato dei suoi collaboratori e a garantire che le attività svolte in suo nome siano conformi ai principi deontologici della professione forense. Pertanto, se la segretaria di studio ha commesso un errore nella collazione del fascicolo e ha prodotto in giudizio la corrispondenza riservata, l’avvocato è comunque responsabile per la violazione del divieto di cui all’art. 48 del Codice Deontologico Forense (CDF). Tuttavia, va precisato


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