Sì, il capo di incolpazione può essere modificato nel corso del dibattimento, ma solo in determinate circostanze e con le dovute garanzie per l’incolpato. In particolare, la modifica del capo di incolpazione deve rispettare il diritto di difesa dell’incolpato e non deve alterare la natura dell’illecito contestato.

Secondo la giurisprudenza del Consiglio Nazionale Forense (CNF), la riqualificazione del capo di incolpazione non viola, di per sé, il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, a condizione che non vi sia una trasformazione radicale del fatto concreto nei suoi elementi essenziali, tale da generare incertezza sull’oggetto dell’addebito e pregiudicare il diritto di difesa dell’incolpato (CNF, sentenza n. 105 del 27 marzo 2024).

Inoltre, la modifica deve essere comunicata all’incolpato e al suo difensore, che devono avere la possibilità di esprimere le proprie difese in merito alla nuova contestazione. La nullità del procedimento disciplinare per difetto di specificità della contestazione sussiste solo nella sola ipotesi in cui vi sia incertezza sui fatti contestati, con la conseguente impossibilità per l’incolpato di svolgere le proprie difese.

In sintesi, la modifica del capo di incolpazione nel corso del dibattimento è possibile, ma deve essere effettuata nel rispetto delle garanzie per l’incolpato e del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.


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