Un avvocato che ha un diverbio con un collega e gli tira un calcio negli stinchi viola diverse norme del Codice Deontologico Forense (CDF), in particolare:

  1. Articolo 9 – Dovere di probità, dignità e decoro: Questo articolo impone all’avvocato di comportarsi con probità, dignità e decoro in ogni circostanza, sia nell’esercizio della professione che nella vita privata. Un comportamento violento come quello descritto è chiaramente contrario a questi principi.
  2. Articolo 19 – Dovere di colleganza: Questo articolo stabilisce che l’avvocato deve comportarsi con correttezza e rispetto nei confronti dei colleghi. Un atto di violenza fisica è una grave violazione di questo dovere.
  3. Articolo 52 – Divieto di aggressioni verbali e fisiche: Questo articolo specifica che l’avvocato deve astenersi da qualsiasi forma di aggressione, sia verbale che fisica, nei confronti di colleghi, magistrati, clienti e terzi. L’atto di tirare un calcio negli stinchi a un collega è una chiara violazione di questa norma.

In base a queste violazioni, l’avvocato potrebbe essere soggetto a un procedimento disciplinare da parte del Consiglio Distrettuale di Disciplina (CDD) e, in caso di ricorso, dal Consiglio Nazionale Forense (CNF). Le sanzioni possono variare dalla censura alla sospensione, fino alla radiazione dall’albo, a seconda della gravità del comportamento e delle circostanze specifiche del caso.


👉 Archivio NL

✔️ Privacy policy